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L’apice e la caduta degli Illuminati di Baviera

Posted by on Mar 10, 2020

L’apice e la caduta degli Illuminati di Baviera

Fin dai primi giorni della fondazione della sua setta, e forse anche prima, Weishaupt aveva compreso il vantaggio che avrebbe ottenuto dal consenso della moltitudine dei framassoni sparsi in tutto il mondo che arrivavano a contare già diversi milioni di adepti. Weishaupt stesso venne ammesso a Monaco in diverse logge come quella di Theodor zum guten Rath (o S. Teodoro), con l’aiuto di Adolph Knigge, o la Zur Behutsamkeit. Come Weishaupt anche gli altri membri della setta si infiltrarono velocemente nella rete di logge che alla fine del 1700 si stavano diffondendo un po’ in tutta Europa e a queste diedero un forte impulso rivoluzionario. Gli adepti dei gradi intermedi (Cavalieri Scozzesi) erano preposti a deviare e istruire le altre logge. Weishaupt sapeva che i massoni avevano il loro stesso obiettivo, ma si trovavano in posizioni diametralmente opposte: <egli avea i segreti della framassoneria, ma i framassoni non aveano i suoi> (Augustine Barruel).

Oltre a quanto già citato del Codice degli Illuminati che chiarisce ampiamente che la massoneria dovesse svolgere un ruolo prettamente strumentale per gli Illuminati, è interessante aggiungere quanto scritto nella deposizione giuridica del prof. Renner durante il processo in Baviera: <l’Ordine degli illuminati dev’essere ben distinto da quello dei framassoni. Ma questa differenza non è conosciuta né dai semplici framassoni, e neppure dai nuovi iniziati nel grado minervale… Gli illuminati niente più temevano che d’essere riconosciuti sotto questo nome. Essi non si coprono del velo della framassoneria se non perché si credono più sicuri sotto l’egida d’una società riguardata come insignificante. Le loggie massoniche non contengono per essi, secondo la loro espressione, che gente inetta (der tross von leuten) o il grosso dell’esercito, nel quale si trovano pochissimi uomini che devono stimarsi felici, quando dopo lunghe e dure prove, son giudicati degni d’essere segretamente ammessi nel santuario dell’ordine. Tutti gli altri framassoni, apprendisti, compagni, e anche maestri, devono contentarsi delle loro vane cerimonie, e restar sotto il giogo, sia perché i loro occhi troppo deboli non sopporterebbero la luce, sia fors’anche perché non si potrebbe far calcolo abbastanza sul loro amore per l’Ordine e sul loro secreto, due cose essenziali agli adepti. Una volta condannati a rimaner in questa oscurità, non vi è più per loro speranza di giungere ai misteri; il che i Superiori esprimono in questi termini: Ex inferno nulla est redemptio>.

Il 16 luglio 1782, sotto la protezione e la collaborazione del principe Ferdinando duca di Brunswick “Aaron”, capo formale della massoneria (era utile far credere a persone illustri di essere a capo di tali organizzazioni), venne convocata a Wilhelmsbad una eccezionale assemblea generale di deputati massonici e delle più importanti società segrete dell’epoca per consacrare l’accordo con gli Illuminati. <Altre assemblee di framassoni erano state tenute da venti anni a Brunswick, a Wiesbaden e in altre città tedesche, nessuna riuscì così generale, nessuna aveva riunito tanta varietà di sette> (“Guerra alla civiltà Cristiana”, Henry Delasuss). <Erano in certa guisa tutti gli elementi del caos massonico riuniti nel medesimo centro> (“Mémoires pour servir à l’histoire du Jacobinisme”, A.Barruel).

L’unica cosa che accomunava tutte le società presenti era la profezia occulta dell’avvento del “nuovo ordine mondiale” a cui tutte aspiravano seppur in modi diversi; basandosi su questo Weishaupt riuscì a far leva sulla ambizioni comuni e a trarne il massimo interesse. Il leader degli Illuminati non partecipò di persona, ma inviò il suo braccio destro Knigge, illustre massone e autore del “Véritable Illuminé”, il codice degli Illuminati. A sua volta Knigge giudicò più conveniente tenersi in disparte e agire per mezzo del fidato barone Dittfurth detto “Minos”, allora consigliere alla Camera imperiale di Wetzlar.

<Le principali disposizioni convenute fra Knigge e Dittfurth furono decretate dal congresso (…) Tutti furono stupiti, tutti entusiasmati! Eletti e Rosa-Croce, Fratelli Templari, Fratelli di Zennendorff e Fratelli di St-Jean, cavalieri del sole e cavalieri Kadosch, filosofi perfetti, tutti ascoltano e ricevono con ammirazione gli oracoli dell’Epopte Hierophante (Knigge) che rimette nella primitiva chiarezza i loro antichi misteri, che mostra nel loro Hiram il loro Mac-Renac e nella loro Pierre polie, tutta la storia di questa libertà e di quest’eguaglianza primitiva, di tutta questa morale che non è altro che l’arte di far senza del principe, del Governo, della religione e della proprietà!> (“Mémoíres pour servir à l’histoire du Jacobinisme”, A.Barruel). Il congresso di Wilhelmsbad fu un tale successo che Weishaupt ebbe la sensazione di poter realizzare a breve quel movimento rivoluzionario che avrebbe dovuto terminare con una rivoluzione universale (e che di fatto divenne la miccia per quella francese).

Dopo l’assemblea generale la sede centrale dell’organizzazione venne spostata a Francoforte, centro economico della Germania, nonchè sede dei potenti finanziatori della setta come i banchieri Rothschilds, Oppenheimers, Wertheimers, Reiss-Ellissens, Goldschmidts, Schusters, Speyers e Sterns. Il potere dell’Ordine degli Illuminati crebbe velocemente, anche se opportunamente rimase in ambito occulto e solo indirettamente influì negli sconvolgimenti politico-sociali che di lì a poco si scatenarono. In breve l’influenza dell’Ordine degli Illuminati arrivò anche al di fuori dell’Europa. William Petty (1737-1805), 2° Earl of Shelburne, portò le istruzioni della setta in Gran Bretagna e poi in America dove il terreno era più che mai fertile per portare una rivoluzione illuminata, cosa che infatti si verificò in breve. Nello stesso periodo Alexander Radischev, un nobile russo, portò gli insegnamenti illuminati a S.Pietroburgo, mentre l’adepto brasiliano Claudio Manuel da Costa si recò prima a Lisbona e poi in Brasile, dove fondò con Domingos Vidal Barbosa e Jose Alvares Maciel un circolo che nel 1788 fomentò la “Inconfidencia Mineira”, una rivoluzione che però ebbe scarsa fortuna, come in generale altri moti rivoluzionari massonici sudamericani, a causa della forte resistenza delle potenze cattoliche Spagna e Portogallo.

Il 22 giugno 1784 però, proprio quando la società segreta sembrava all’apice, gli Illuminati dovettero affrontare il periodo più critico. Il principe elettore di Baviera Karl theodor von Wittlesbach, preoccupato per lo strano fermento e diffusione dei poteri occulti, pubblicò l’interdizione assoluta d’ <ogni comunità, società e confraternita segreta o non approvata dallo Stato>. Molti framassoni dovettero chiudere le logge ma gli Illuminati, che avevano membri alla Corte, riuscirono a continuare il loro operato seppur con ulteriore segretezza. A complicare i piani della setta si era aggiunta anche la defezione di Knigge: Weishaupt lo condannava per la sua ossessione per i rituali occulti e Knigge accusava il leader di “tirannia” e “gesuitismo”. Knigge finì per lasciare l’ordine il 1 luglio del 1784 per poi fondare a Francoforte la Grande Loggia Eclettica che ebbe un notevole successo e anche lei prese parte alla rivoluzione francese.

Nello stesso anno un professore di Monaco, Babo, divulgò pubblicamente ciò che conosceva delle società segrete in un libro intitolato “Premier avis sur les francs-maçons” (1784). Nell’aprile del 1786 due ex-membri di basso livello della setta, il prete Cosandey e l’abate Renner, professori di lettere a Monaco, furono chiamati a testimoniare contro gli Illuminati per accertare aspetti contrari alla morale e alla religione. Allo stesso modo testimoniarono anche il consigliere aulico Utschneider e l’accademico Grümberger.

I provvedimenti contro gli Illuminati però non furono efficaci, la setta aveva influenza anche nel Tribunale, e l’unica conseguenza certa fu la deposizione di Weishaupt dalla sua cattedra di professore ad Ingolstadt. Deposto dal suo ufficio, Weishaupt si rifugiò a Ratisbona, più deciso che mai a proseguire i suoi piani. Tra i suoi seguaci c’era Lanz(e) (o Lange, detto “Tamerlane”), un prete apostata e corriere dell’organizzazione, che per curiosa fatalità morì colpito da un fulmine proprio mentre era incaricato di portare gli insegnamenti della setta in Slesia (fatto descritto anche nell’ “Apologie des Illuminés” di Weishaupt). Il fortuito incidente portò all’attenzione pubblica i piani della setta: i documenti segreti vennero recuperati da un ufficiale di Ratisbona e di conseguenza il principe Elettore della Baviera emise un nuovo bando a tutte le organizzazioni segrete, in particolare all’Ordine degli Illuminati e alla Loggia massonica del Grande Oriente strettamente legata alla setta.

L’11 ottobre 1785 alcuni magistrati ispezionarono una casa a Landshut di proprietà di Xavier Zwack, poi arrestato, consigliere aulico della reggenza dell’Ordine degli Illuminati e primo reclutatore di nuovi adepti della setta, nonché membro degli “Areopagites”, il consiglio superiore dell’illuminismo. L’anno seguente venne perquisito il castello di Sanderstorf di proprietà del barone Bassus-in-Sandersdorf “Hannibal”. Queste ispezioni misero la giustizia in possesso di tutto ciò che costituiva l’archivio degli Illuminati. Il sequestro comprese anche dei biglietti, la maggior parte scritti da Massenhausen, allora consigliere a Monaco, in cui si trovavano delle ricette per comporre l’acqua tofana, per rendere malsana l’aria degli appartamenti, ecc… e una collezione di centotrenta sigilli di sovrani, di signori, di banchieri e le istruzioni per falsificare i mancanti.

Nel 1787 il principe Elettore di Baviera, resosi finalmente conto dell’incredibile pericolosità della setta, fece pubblicare e diffondere dalla Corte di Monaco gli “Scritti originali dell’ordine e della setta degli Illuminati” con la seguente scritta sul frontespizio: <Coloro che avessero qualche dubbio sull’autenticità di questa collezione, non hanno che ad annunziarsi agli Archivi segreti di Monaco, dove si è dato l’ordine di mostrar loro le carte originali>. Questi documenti sono stati riportati anche dal già ampiamente citato abate Augustine Barruel nelle “Mémoíres pour servir à l’histoire du Jacobinisme” (1796-1798) che ha avuto l’opportunità di visionarli personalmente per conto della Santa Sede.

Sempre nel 1787 in Baviera venne posto l’editto definitivo con pena di morte contro gli Illuminati e il Grande Oriente. Nonostante la durezza della condanna Weishaupt riuscì a sottrarsi ancora alla giustizia rifugiandosi dal duca Ernst II di Saxe-Gotha e altri membri della setta al massimo furono esiliati. Proprio questo periodo Weishaupt in persona, sotto lo pseudonimo di “Spartacus” pubblicò diversi libri sulla sua organizzazione, tra cui: A Picture of the Illuminati (1786); A Complete History of the Persecutions of the Illuminati in Bavaria (1786); An Apology for the Illuminati (1787); An Improved System of the Illuminati (1787).

Johann Adam Weishaupt morirà da libero cittadino nel 1830 a Gotha presso il duca Ernst II Ludwig von Sachsen-Gotha-Altenburg, secondo alcuni invece nel 1811, ma in ogni caso parecchi anni dopo la sua condanna a morte e della perdita delle tracce degli stessi Illuminati di Baviera. Il mistero che avvolge gli ultimi anni di Weishaupt ha contribuito ad alimentare tutta una mitologia sulla presunta attività della setta che è diventata il comune denominatore delle più svariate teorie del complottismo attuale, a tal punto che oggigiorno vengono chiamati “Illuminati” genericamente tutti coloro che sono sospettati di complottare un qualsiasi ordine sovranazionale.

Non vi sono in realtà basi storiche sufficienti per supportare la tesi semplicistica che gli Illuminati di Baviera abbiano avuto una tale continuità storica tale da poter essere imputati di tutte le colpe storiche del mondialismo o dell’occultismo o di qualsiasi evento bellico-economico-geopolitico che abbia sconvolto il pianeta. In particolare le particolari teorie che vogliono addirittura Mazzini e Pike come i successori di Weishaupt sono tutte da ascriversi all’unica fonte di William James Guy Carr, che sinceramente ha tutte le carte in regola per essere sospettato come un emulo del conclamato disinformatore Léo Taxil. Ha invece ancora senso studiare gli effetti dell’operato degli Illuminati di Baviera sui molteplici movimenti settari che si sono a loro direttamente o indirettamente ispirati, ma che sono comunque in ogni modo da considerarsi distinti. Stesso discorso vale anche riguardo al ruolo svolto dagli ex-membri degli Illuminati di Baviera dopo lo scioglimento della setta, poichè pur agendo in autonomia o per conto delle logge massoniche influenzate dagli stessi Illuminati, come vedremo, si sono distinti nella successiva rivoluzione francese, l’unico evento che abbia cambiato la storia a cui sia imputabile una fondamentale influenza degli Illuminati di Baviera (cosa che non si può dire per esempio della guerra d’indipendenza americana.

fonte https://actualproof.wixsite.com/appuntidiviaggio/single-post/2014/03/18/Lapice-e-la-caduta-degli-Illuminati-di-Baviera

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